Home

Master in Fundraising 2010-2011


Ex-studenti raccontano

Ecco alcuni dei nostri ex-studenti che, dopo aver frequentato il nostro Master, hanno intrapreso una carriera di successo.

I nostri successi

Picciaiola Mauro (Master 2007) – Ass. Amici di Piazza Grande Onlus, Bologna

Leggi l’intervista a Mauro

1- Perché ti sei iscritto al Master?
Ho sempre lavorato nel nonprofit, in particolare per organizzazioni che offrono assistenza a soggetti in difficoltà, fragili. Nel Master ho visto la possibilità di trovare le risorse per fare di più e meglio a sostegno di persone che incontravo tutti i giorni.

2- Quali opportunità ti ha dato il Master?
Acquisire un metodo di lavoro, che mi sarà utile in qualsiasi organizzazione deciderò di lavorare. Approfondire lo studio degli strumenti della raccolta fondi: dal mailing alla ricerca di volontari, passando per il corporate e le tecniche del web 2.0. Entrare in contatto con chi si occupa di fundraising, una professione giovane in Italia ma che conta professionisti esperti e motivati che se non avessi frequentato il Master non avrei mai conosciuto.

3- Quali sono state le tue esperienze lavorative dopo il Master?
Dopo il Master sono entrato a far parte dello staff del prof. Melandri: mi sono occupato della ricerca di sponsor per il Festival del Fundraising e della ricerca di borse di studio per i corsi organizzati nell’ambito della scuola. Dopo tre anni molto belli, in cui ho potuto applicare quello che avevo appreso al Master, adesso sono responsabile della raccolta fondi per l’associazione Amici di Piazza Grande Onlus, che si occupa dell’accoglienza e del sostegno di persone senza dimora nella provincia di Bologna. Con il Centro Studi Philanthropy svolgo attività di formazione sul corporate fundraising.

Matteini Matteo (Master 2004) – IReR Istituto Regionale di Ricerca della Lombardia.

Leggi l’intervista a Matteo

1- Il motivo che ti ha spinto ad iscriverti al Master:
Acquisire competenze, strumenti e modalità operative supplementari

2- Due grandi opportunità che ti ha dato il Master:
Opportunità di lavoro e di creazione di un network

3- Quali sono state le tue esperienze lavorative dopo il Master?
Sono stato responsabile di comunicazione e fundraising  nonchè direttore tecnico operativo presso la fondazione Banco Alimentare. Successivamnete ho sviluppato attività di formazione e consulenza nell’area comunicazione-fundraising. Oggi ricopro la posizione di senior researcher presso IReR Istituto Regionale di Ricerca della Lombardia.

Carozzi Michelangelo (Master 2007) – Fondazione IVO de Carneri

Leggi l’intervista a Michelangelo

1- Le tue aspettative sul Master:

La mia aspettativa è stata molto semplice e concreta: trovare un corso che cercasse di farmi capire gli aspetti e le tecniche che uniscono – o possono unire – il mondo nonprofit a quello profit. Venivo infatti da esperienze lavorative in cui avvertivo questa esigenza di conoscenza e confermo che il Master ha risposto in pieno a questo mio desiderio. Nel mondo anglosassone, profit e nonprofit “dialogano e si parlano” tranquillamente da lungo tempo; in Italia, salvo rare eccezioni, purtroppo questo dialogo esiste molto poco e soprattutto non è considerato come un modello di lavoro condiviso ed efficace anche e soprattutto per le ricadute sociali che esso può avere.
Nella Fondazione de Carneri (www.fondazionedecarneri.it) abbiamo fin dall’inizio (1994) cercato di dare un’impostazione manageriale del fare nonprofit (come nelle altre realtà con le quali poi ho collaborato). Questo vuol dire che cerchiamo di cogliere  le opportunità di collaborazione con il profit (affinando le tecniche e analizzando gli eventuali errori): cercando di dimostrare che fare “nonprofit” non vuol dire solo la “mera richiesta di donazione” ma anche (e sempre più spesso) offrire dei servizi che al profit interessano. Per arrivare a fare questo è fondamentale trovare un terreno comune di dialogo; posso dire, tranquillamente, che il Master mi ha insegnato a trovarlo.

2- I punti di forza del Master:

Le sessioni in aula (preparate da esperti professionisti) sono fatte in modo che lasciano allo studente il tempo necessario per poter apprendere e assimilare le materie che via via stà acquisendo (dalla comunicazione, al marketing, alle materie economiche fino a quelle giuridiche). Il lavoro di gruppo (che fin dall’inizio è presente nel programma di lavoro) è fondamentale; perchè dà modo agli studenti di conoscersi e scambiarsi (anche fuori dalle aule di studio) esperienze/questioni/problemi da risolvere. Infine lo stage completa in modo azzeccato e opportuno tutto il lavoro fatto: questo da modo allo studente di poter finalmente mettere in pratica quanto è stato appreso in aula.

3- Le opportunità lavorative che ti ha aperto il Master:

Pur nella complessità e le difficoltà di questo mondo, direi che da quando ho terminato il Master molte attività di consulenza si sono aperte (anche grazie al servizio di placement del corso). Questo mi ha permesso di conoscere molti professionisti del settore (di gran lunga più bravi di me) dandomi la possibilità di entrare nella “rete” (aspetto fondamentale del nostro lavoro) cercando prima di tutto di ascoltare i loro consigli e suggerimenti, portando la mia esperienza di lavoro.
Purtroppo (ma questo non è una colpa da dare al Master) rimane e permane una certa discontinuità nel lavoro che si fa (il fundraising è principalmente: pianificazione, pianificazione, pianificazione e solo dopo azione) soprattutto perchè gli enti nonprofit e -soprattutto- il loro management non hanno ancora capito e compreso fino in fondo il nostro lavoro e quello che possiamo dare (e molto!) all’organizzazione.
Colpa nostra? colpa loro? è il solito dilemma e come al solito la verità sta in mezzo. Il Festival del Fundraising (promosso dal Master)  può diventare un ottimo terreno di dialogo e speriamo che l’edizione del 2011 sia interessante tanto quanto, se non di più, di quella che è stata l’edizione 2010.

Pucciarelli Marianna (Master 2006) – CESVI

Leggi l’intervista a Marianna

1- Il motivo che ti ha spinto ad iscriverti al Master:

Quando mi sono imbattuta per la prima volta nel mondo del fundraising avevo in tasca una laurea in Pubbliche Relazioni, un’esperienza lavorativa nel settore della comunicazione ed un fortissimo desiderio di mettere le mie competenze al servizio del nonprofit… La possibilità di specializzarmi come fundraiser mi è sembrata il modo migliore per riuscire a coniugare lavoro e passione!

2- La cosa più bella di un anno di Master:

Una sola?!

3- Il mondo del lavoro dopo il Master:

Ho cominciato la mia esperienza in Cesvi un mese dopo essermi iscritta al Master quindi non c’è mai stato un “prima” ed un “dopo”. Ho portato avanti le due esperienze in parallelo e sono convinta che sia proprio questo il modo migliore per trarre il massimo dai corsi in Università. Da un lato infatti lo studio ti stimola a mettere in pratica nuove idee e a testare strumenti mai usati, dall’altro l’esperienza sul campo ti porta a cercare risposte agli interrogativi e alle curiosità che emergono dalla pratica quotidiana.

Alberto Ghione (Master 2009) – Johns Hopkins

Leggi l’intervista ad Alberto

1- Il motivo che ti ha spinto ad iscriverti al Master:

Già da tempo avevo deciso di voler intraprendere una carriera nel nonprofit: per questo motivo ad esempio mi ero iscritto al corso di laurea Sviluppo e Cooperazione presso l’università della mia città. Poi tramite le mie esperienze di volontariato mi sono imbattuto nel fundraising, scoprendo un semplice principio: la capacità di un’organizzazione nonprofit di svolgere la sua attività è strettamente connessa alla sua capacità di raccogliere fondi. Più fondi significano più libri, più vaccini, più borse di studio, più aree protette. Allora ho deciso di intraprendere questa (a volte dura ma) splendida professione, dove hai la possibilità di rendere felice in un colpo solo sia chi dona (il donatore) che chi riceve il dono (il beneficiario). Il Master mi è sembrato coniugare preparazione teorico-pratica e collegamenti con il mondo del lavoro.

2- La cosa più bella di un anno di Master:

Voglio strafare, e ne dico 3: ottimi compagni (moltissimi li sento e li vedo tutt’ora), un lavoro (il mio attuale l’ho trovato grazie al career service del Master) e uno splendido stage in un’università in Canada, dove ho avuto modo di appassionarmi alla raccolta fondi per l’educazione e innamorarmi di quello splendido paese.

3- Il mondo del lavoro dopo il Master:

A volte è difficile vedere che non proprio tutto quello che ti è stato insegnato viene applicato… . Ma proprio per questo sono contento di avere avuto modo durante i miei studi di confrontarmi con altri studenti, docenti e professionisti, e di aver ricevuto continui stimoli. Credo infatti che un’esperienza formativa come quella del Master sia utile sia per chi comincia da zero che per chi già lavora nel fundraising: altrimenti si rischia di rimanere “imbottigliati” nella propria realtà, e di pensare che “le cose si fanno in questo modo perchè così si sono sempre fatte”.

Michela Traetto (Master 2008) – Garibaldi-Meucci Museum, New York

Leggi l’intervista a Michela

1- Perchè ti sei iscritta al Master?

A un certo punto della mia vita, e dopo anni di lavoro nel settore commerciale ed export di ditte for-profit, ho deciso di entrare nel settore nonprofit. Ho pensato allora che la figura professionale del fundraiser mi avrebbe consentito di mettere a disposizione (con i dovuti adattamenti) di una organizzazione operante nel sociale ciò che avevo imparato e praticato nei miei lavori precedenti. Per apprendere gli strumenti e le tecniche specifiche della nuova professione mi sono iscritta al Master in Fundraising. Avevo inoltre bisogno di un titolo di studio attestante il mio nuovo profilo professionale, in quanto senza esperienza specifica e senza diploma specifico sarebbe stato veramente duro cambiare settore.

2- Quali opportunità ti ha dato il Master?

Il Master mi ha dato l’opportunità di cambiare la mia vita nella direzione desiderata. Mi ha dato sicurezza e professionalità e conseguentemente mi ha permesso di lavorare dove lavoro ora (Garibaldi-Meucci Museum, New York).

3- La cosa più bella di un anno di Master?

Le lezioni di Valerio Melandri, vivaci, interessanti e dense di contenuti importanti.

4- Quali sono state le tue esperienze lavorative dopo il Master?

Prima di iniziare a lavorare al Garibaldi-Meucci Museum sono stata attiva nello stesso come volontaria per due mesi e mezzo. Dopodiché mi hanno offerto un posto come Resource Developer.

Immagine6

© 2005 - 2010 Master in Fundraising - via Lombardini 5 47121 Forlì FC - Design: Studio Manduchi | Digital Natives