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Master in Fundraising: all’Open Day ospiti anche due Fundraiser

Manca poco al 2 luglio, data in cui ci sarà l’Open Day del Master in Fundraising, nella sua versione estiva. Uno SPRINT, questo il tema che abbiamo scelto, verso il futuro e verso il mondo del nonprofit.
Lo scopo dell’Open Day, infatti, non è solo farlo conoscere ai nuovi arrivati; è anche quello di spiegare il mestiere del fundraiser e il mondo del fundraising a tutti quelli che sono interessati a intraprendere questo percorso.

Per farlo nei migliori dei modi abbiamo invitato all’evento Angie Scala e Benedetto Di Blasi.

 

Entrambi hanno preso parte al Master e ora lavorano come fundraiser per Fondazione Casa della Carità “Angelo Abriani” e Fondazione Milan.
Abbiamo pensato:

chi può raccontare tutto questo meglio di chi ha già fatto il Master e oggi vive il fundraising nella propria quotidianità?

Angie e Benedetto hanno accettato con entusiasmo di partecipare e collegarsi all’Open Day del Master insieme a noi.
Ma non solo: prima di incontrarci hanno anche risposto ad alcune domande che abbiamo fatto loro per iniziare a capire meglio cos’è il Master e cos’è la raccolta fondi.

 

Come è nato il tuo legame con il nonprofit?
C’è sempre stato o è cresciuto facendo il Master?
Prima del Master ti eri mai immaginata di diventare Fundraiser?

 

ANGIE

Mi sono appassionata al mondo del nonprofit durante i miei studi universitari a Bologna. Ho sempre sentito l’esigenza di rendermi utile nella società, di fare qualcosa per chi si trovava in una condizione difficile e meno fortunata della mia.
La laurea in Culture e diritti umani di Scienze politiche, oltre ad avermi aperto gli occhi e fatto conoscere le complicate condizioni di diverse popolazioni e minoranze, ha alimentato sempre di più il mio bisogno di essere utile per il prossimo e, dopo la triennale, navigando su internet, ho scoperto il Master in Fundraising di Forlì e ho pensato che fosse esattamente la formazione adatta alle mie esigenze.

Frequentando il Master mi si è aperto un mondo di conoscenze, nuovo e interessantissimo.
Volevo imparare una professione, che ogni giorno mi permettesse di sentirmi bene e di fare del bene… E devo dire che fare la fundraiser mi fa sentire molto bene.

 

BENEDETTO

La mia storia è un po’ curiosa… Non sono io che sono andato al Master ma è il Master che è addirittura venuto a trovarmi, nella persona del prof. Melandri, in Africa, dove vivevo fino a qualche anno fa.

Avendo studiato Scienze Politiche all’Università Cattolica, lo sbocco verso il Terzo Settore è stato qualcosa di naturale seppur dopo dieci anni di lavoro in altri settori.

Come ti ha preparata/o il Master al mondo del lavoro?
Che skill tecniche hai imparato?
E dal punto di vista umano?

 

ANGIE

Grazie al Master ho conosciuto tutti i vari strumenti di fundraising a me prima sconosciuti.
Ho imparato come comunicare nella maniera migliore con i donatori, come renderli partecipi e appassionati all’operato della onlus per cui lavoro, come farli sentire parte di questa, come pianificare una campagna di raccolta fondi utilizzando tutti gli strumenti a disposizione (online, mailing ecc.), come utilizzare al meglio il budget, come relazionarmi con i fornitori e molto altro.

Umanamente è stata una bellissima esperienza, ho condiviso molto con i miei compagni e con i docenti. Sono nate amicizie durature.

Ancora oggi, quando mi incontro con la mia vecchia classe del master, ricordiamo insieme con il sorriso i momenti divertenti passati.

 

Qual è stato il tuo corso del Master preferito?
E quello più difficile?

 

BENEDETTO

Così mi mettete in difficoltà! La verità è che ho apprezzato tutti i corsi, in particolare però il Capstone con Mauro Picciaiola ed Elena Quagliardi.

Il più difficile? Non saprei, forse quello di Economia Aziendale, di cui ero a digiuno, ma che la brava Rebecca Levy Orelli, ha reso “una passeggiata”!

 

Qual è il valore aggiunto del Master in Fundraising secondo te?
Quella cosa che a differenza del programma dei corsi o dei docenti non si può descrivere a parole ma che rende il Master meglio degli altri percorsi?

 

BENEDETTO

Il Master, se sei ‘nuovo’ come me, è un giant leap nel mondo del Fundraising: formazione, networking, il Festival del Fundraising, il servizio di careering, sono tutti ellementi che valgono l’investimento che si fa su di sé per iniziare questa splendida carriera.

Tutto questo sentendosi “a casa” – non in smartworking 😝 – con colleghi, professori e organizzatori che ti fanno sentire coccolato.

 

Che ruolo ha avuto lo stage del Master nella tua carriera?

 

ANGIE

È stato fondamentale. Ho avuto la fortuna di farlo all’Associazione Amici di Piazza Grande Onlus di Bologna, che aiuta le persone senza fissa dimora.
Ai tempi, il direttore dell’ufficio Fundraising di Piazza Grande era Mauro Picciaiola, docente che, se deciderete di iscrivervi al Master, conoscerete. Devo molto a Mauro. Mi è stato vicino umanamente e professionalmente.

Ricordo uno dei miei primi giorni di stage, insieme a Mauro, dopo una lunga giornata di lavoro, siamo usciti con l’unità mobile a distribuire i pasti in stazione centrale. Eravamo stanchi, la giornata era stata estenuante, ma essere sul campo e vedere come realmente venivano utilizzati i fondi che con tanto impegno cercavamo di raccogliere ogni giorno, mi ha fatto dimenticare la stanchezza e capire l’importanza del lavoro che faccio.

La cosa a mio avviso più importante e che fin da subito, all’Associazione Amici di Piazza Grande, il mio responsabile e i miei colleghi, anche se ero ancora un po’ imbranata e alle prime armi, hanno creduto in me.

Così, grazie ad un’ottima formazione, sono stata catapultata dalla teoria alla pratica. Passavo giornate al telefono con aziende, insieme ai colleghi ho organizzato un evento: “La notte dei senza dimora”, ho iniziato a scrivere le mie prime lettere per i donatori.

Ancora oggi ricordo con affetto e gratitudine alcuni momenti vissuti in quel periodo con i miei colleghi, con i volontari e con le persone senza fissa dimora che mi capitava di incontrare e conoscere.

 

Quanto è importante il network per chi lavora nella raccolta fondi?

 

ANGIE

Importantissimo. Lo scambio di competenze, informazioni, conoscenze e alla base in questo lavoro. Bisogna essere sempre aperti all’ascolto e allo scambio.

Ancora oggi prendo spunti e idee da altri fundraiser che poi metto in pratica, a mio modo, dove lavoro oggi, alla Fondazione Casa della carità.

Non bisogna smettere mai di fare network con i fundraiser di tutta Italia e di tutto il mondo. C’è sempre da imparare.

 

Com’è il mondo nonprofit dal punto di vista lavorativo e professionale?
Che consigli dai a chi vuole intraprendere questa strada?

 

ANGIE

Dal punto di vista lavorativo è una bella sfida. C’è da lavorare tanto e sodo. A volte mi sento un po’ sopraffatta da tutte le cose da fare in una giornata, ma faccio un bel respiro profondo e inizio a lavorare. Alla Fondazione Casa della carità, dove lavoro attualmente, l’ufficio fundraising è composto da tre persone. Siamo in poche e tutte facciamo tutto. D

iciamo che, per la mia esperienza, devi essere una persona decisamente “multitasking”. Ma questo per me è stimolante, non mi annoio mai.
Certo, non è una professione molto conosciuta, quindi tenetevi pronti che quando vi chiederanno che lavoro fate e risponderete: “la Fundraiser” tantissimi vi dirano: “Eh? Ma lavori in ufficio?”.

Armatevi di pazienza e fate conoscere a più persone possibile il ruolo del fundraiser.
Ah, e se il vostro obbiettivo è diventare milionari vi consiglio di cambiare strada. Se invece, a fine giornata, volete tornare a casa stanchi ma felici e soddisfatti, allora forse il fundraiser è il lavoro che fa per voi.

 

BENEDETTO

Sicuramente è diverso dal profit, altre logiche, altri obiettivi – Deve migliorare dal punto di vista della solidità delle proprie offerte di lavoro (questo perché deve crescere e maturare ancora tanto…) ma ha qualcosa di impagabile che il profit non avrà mai: poter essere i portavoce di tante persone che non sono ascoltate!

Un consiglio: non avere fretta, non ci sono paradigmi da seguire, piuttosto darsi tempo per capire cosa si vuole fare e metterci tutta la passione possibile!

 

Vi aspettiamo il 2 luglio all’Open Day del Master in Fundraising
per conoscere dal vivo Angie Scala e Benedetto Di Balsi!